Bio. Alberto Mei Rossi

Tanto per cominciare il nome. Il cognome Mei appartiene alla mia famiglia di origine, cosi come da Link image indicato su instagram per comodità, se “qualcuno” avesse qualche dubbio. Qualcuno sulla rete si è fatto prendere dagli “entusiasmi”…entusiasmi smentiti, dai fatti e dalla storia.. e dalla verità… verità che prima o poi viene a prenderti..

La mia propensione a costruire nasce nella cantina paterna. Egli faceva a pezzi delle botti vecchie e non più itilizzabili per farne cassette per il vino. Il mio compito era di preparare alcuni pezzi utili al montaggio di questi oggetti per il vino, nel tempo che rimaneva realizzavo ipotetiche ville con la caratteristiche curvilinee del tutto interessanti ( 9 anni ). Spesso le vacanze erano nel paese medievale paterno e si sono impresse nella mia memoria le linee medievali di questi piccoli borghi che rappresentavano, la libertà.

La frequenza di una scuola tecnica, fu una naturale conseguenza di questa propensione. Una sera una mastra d’arte che mi insegnava a dipingere delle nature morte, mi incoraggiò a organizzare il progetto per una casa di abitazione, alla fine degli anni 80. Il medioevo probabilmente, era nel mio DNA, tanto che la prima collaborazione con una società di ingegneria,  nella gestione di circa 2000 clienti era localizzata in via Borromeo in prossimità del Palazzo Borromeo di Milano ( Artea) La sigla dava l’idea di qualcosa di artistico, ma di artistico c’era poco.

Gli anni 90 dopo il periodo svolto presso il gruppo di artiglieria pesante, furono di un periodo di ricerca della poetica organica. L’ufficio Ramstein in via Superga a Milano era magicamente immerso in un giardino. Egli esperto di progettazione alberghiera, in realtà fu allievo di Gropius, che scrisse il primo libro di architettura che lessi con fervore ( Architettura Integrata ) . Numerosi progetti furono iniziati in quel periodo, per residente e per il recupero di 2 grandi aree  dismesse. La conoscenza del mestiere per la progettazione alberghiera fu una base importante per poi affrontare progetti di questo tipo.

Alla fine degli anni 90, ci fu un periodo di collaborazione sempre nel centro di Milano per società di ingegneria tra cui anche BBPR e i lavori erano del  calibro  del “Teatro alla Scala” Palazzo Reale Telecom, Basf Dibra Bracco, ed altri progetti di media entità.  In quegli anni nasce il “progetto editoriale e di servizi alla progettazione” archiram. Archiram ha una storia nel nome , intanto è una cronimo che prima non c’era, poi è stato utilizzato da altri soggetti ma l’invenzione è mia. Lo scopo era unire l’architettura alla memoria del comuter , in un continuum  tra tecnologia ed arte da qui nasce ARCHI-RAM ( Architecture and Random Access Memory) , tutto per unificare l’idea di architettura e memoria. Infatti l’architettura si nutre di memoria ma non di storia. La storia è negli archivi.  Nasce quindi il progetto https://www.archiram.com.

Como fu un periodo epico , dove un progetto per Como Camerlata ne ha modificato i destini, migliorando l’area ed il contesto. Un peccato che il progetto delle piazza sia stato rovinato e deturpato da chi si è poi appropriato del progetto della piazza senza rispettare le linee organiche di unificazione con le nuove case. Tuttavia la soddisfazione di vedere realizzata un area lunga 400 metri dove più di 150 appartamenti e sopratutto le coperture degli edifici furono ideati da me, è una soddisfazione che pochi a poco più di 30 anni potevano vantare. Lo stesso dicasi per un progetto simile fatto per Forlì in coordinamento con architetto Nadalini. L’ufficio era il PROCOCI Engineering, i clienti erano Medusa ( Berlusconi ) Esselunga ( Caprotti) e Immobiliare Asti ( Luigi Zunino) , insomma non clienti qualunque.  In quegli anni  ci fu anche una collaborazione con Pirelli RE. molto istruttiva perchè effettuare delle misurazioni laser di grattacieli di pianerottolo in pianerottolo, fu un grande “apprendistato” per capire come funzionano i grattacieli milanesi.

In quel periodo , mi telefonarono per proposte di progetto alcuni clienti ( inizio anni 2000) tra cui GIACOMINI SPA ,per progetti inerenti case di abitazione private. Alcuni piccoli imprenditori mi chiamarono da Torino, ed attualmente le due case sono state completate nei primi anni 2000 ( foto e progetti a breve in bacheca )  .

Vigevano doveva essere la mia prima destinazione intermedia. La scoperta del castello medievale più grande d’Europa mi stregò, anche se l’architettura romanica Comasca è impareggiabile per forza semplicità e potenza. Alcuni progetti per proporre cambiamenti su Vigevano hanno anche inciso sulle decisioni della città. La collaborazione con colui che poi ho chiamato per anni Willy il Druido teutonico, era per lo più legata al tentativo di proporre progetti per la città di Vigevano. La postazione di lavoro era la casa rotonda presso la Sforzesca nei terreni dei conti Castelbarco, la linea di discendenza degli Sforza.

Stare nei luoghi vissuti , visitati e progettati da Bramante  e Leonardo, fu un atto di fertilità progettuale. Ridisegnare a mano il castello ed il Colombarone , fu una autentica scuola di architettura che non molti possono vantare .Il tutto condito da viaggi in Francia e Galles.  Nello stesso periodo, condivido , un ufficio presso Via Piceno a Milano, per lo sviluppo di alcune proposte di progetto poi completate nei primi anni 10.

Legnano ed il WELCOME HOTEL fu una bella sfida, l’edificio non ha alcun angolo retto in mappa, non fu disegnata alcuna facciata, e tutto il progetto nasce da esigenze interne. L’inserimento in un elenco di progettisti organici, di livello  mondiale fu una naturale conseguenza, nascono altri siti internet come https://www.codicearchitettura.com e https://www.archiram.net .

Sono apparsi degli Haters, che nascosti dietro, un account finto in alcuni gruppi di discussione, si sono messi a fare messe cantate sulle mie  “qualifiche”, ci occuperemo del destino di quest persone non appena sarà promulgata una legge sul “cyberbullismo”.. In ogni caso sono stati localizzati e, verranno puniti da nuove leggi visto che google non intende cancellare le loro diffamazioni inutili. Ma è chiaro che chi non è capace di fare architettura cerca di sminuire il lavoro degli altri per ottenere clienti. Arriverà il sipario per questi individui abbastanza in fretta, ormai siamo agli sgoccioli.

In questo ultimo periodo mi prendevo altre soddisfazioni con la partecipazione come conduttore ad un programma tv denominato da me Cromlech che indagava l’architettura megalitica e quella medievale, su KeltoyRadio ( radio del mondo celtico )  lo studio autonomo della radionica mi ha fornito di  strumenti, irrazionali del controllo del destino dei progetti, molto utili, per la comprensione di quello che non è visibile ad occhio nudo. Il mio nome è apparso in numerose pubblicazioni e, la più divertente fu una intervista di Maurizio di Maggio ( radio Montecarlo )   a proposito del progetto Sforzinda Skycraper.

Nel 2015, partecipo come relatore all’unica conferenza indetta in Italia, simposio internazionale dove partecipano 70 architetti da diversi paesi d’Europa con la presenza di 4 università. Convegno della durata di 3 gg, rappresenta un punto di passaggio tra passato e futuro. Gli atti del convegno li trovate nella sezione pubblicazioni. Nasce il concetto di “Eso-Urbanistica” derivato dallo sviluppo dell’idea di “morfogenesi”.

Il resto del quadro “reputazionale” non presenta criticità. Ogni tanto appare qualche haters provincialissimo che è stato governato al meglio

La mia attuala stazione di  lavoro è in un ufficio presso il parco Snam di San Donato milanese in coordinamento con una società di architettura ed edilizia. Una semplice bottega dove sviluppare nuovi progetti, su aree urbane e sub-urbane. Altre sane passioni sono ,  il Baseball ed il tennis.

 

Alberto Mei Rossi 

POST SCRIPTUM

Riflessioni su diffamazioni apparse in merito al mio nome:

Chi danneggia l’altrui reputazione sulla rete, nascondendosi in un newsgroup non fa altro che etenernare il suo fallimento come professionista  ed il suo modo d’ essere “CONIGLIO”… Detto questo   una azione di questo genere potremmo  catalogarla come reato di cyber-bullismo ( se venisse fatta una legge su misura)  specie se a fare danno è un “professionista” concorrente, il quale vedendo che chi sta prendendo di mira è tecnicamente ed artisticamente superiore, cerca di sminuirne il valore.. In questo caso modificare il CODICE PENALE SAREBBE UTILE E D’OBBLIGO PERCHè UN DANNO ALLA REPUTAZIONE CON PROCEDURE FAKE PUO’ CAUSARE DANNI all’attività, in modo consistente mettendo a rischio  anche la “sopravvivenza” del professionista, detto questo ognuno faccia le sue “riflessioni”.